Hall of Fame
Pozzecco, l'allegria in campo
25.07.2011
Tags: Fortitudo, Gianmarco Pozzecco, Italia, Olimpiadi, Varese
Gianmarco Pozzecco è stato uno dei grandi protagonisti del basket italiano tra la seconda metà degli anni Novanta e la prima metà degli anni Duemila. Playmaker estremamente fantasioso e rapido, Gianmarco si è conquistato il soprannome di “Mosca atomica” per la sua capacità di creare problemi agli avversari pur senza essere un gigante del parquet. Se da un lato la spontaneità e la voglia di tentare sempre la giocata spettacolare hanno permesso a Pozzecco di diventare un beniamino del pubblico, indipendentemente dalla maglia indossata, dall’altro gli hanno spesso creato problemi con gli allenatori, che poco tolleravano le sue “pazzie” di gioco.
Nato a Gorizia nel 1972, Pozzecco esordisce nel basket di alto livello nel 1991, disputando il campionato di A2 con la squadra di Udine. Dopo una stagione in serie B, Gianmarco passa a Livorno, per poi ricevere la chiamata di Varese, che diventerà la sua città adottiva: in Lombardia Pozzecco trascorre otto stagioni. È grazie alle sue giocate che nel 1999 Varese, dopo un lungo digiuno di vittorie, torna a conquistare lo scudetto: è il cosiddetto titolo della “stella”, il decimo nella storia del club. A distanza di pochi mesi, Pozzecco conquista anche la Supercoppa Italiana.
Dopo un paio di stagioni difficili, a causa del ridimensionamento di Varese, Pozzecco si trasferisce a Bologna, sponda Fortitudo: nel 2002/03 e nel 2003/04 arriva a disputare la finale scudetto, uscendo però sconfitto in entrambi i casi. Nel 2004 conquista anche l’accesso alla finale di Eurolega, contro i padroni di casa del Maccabi Tel Aviv: purtroppo per lui la finale è senza storia, con gli israeliani che si impongono 118-74.
Nell’estate del 2004, sotto la guida di Charlie Recalcati, già suo coach ai tempi di Varese, la “Mosca atomica” è il play dell’Italia alle Olimpiadi di Atene: si arrende soltanto in finale all’Argentina. Per gli azzurri del basket la medaglia d’argento olimpica è il miglior risultato di sempre: Gianmarco, insieme con i compagni, viene nominato “Ufficiale Ordine al Merito della Repubblica Italiana” dall’allora Presidente Carlo Azeglio Ciampi.
Nel 2005 Pozzecco avrebbe l’opportunità di vincere il suo secondo scudetto: sul finire della stagione, però, entra in contrasto con il tecnico Jasmin Repesa e finisce fuori squadra. Mentre i compagni della Fortitudo vincono il campionato, Gianmarco va a concludere l’annata in Spagna, al Saragozza.
Decide di diventare un emigrante di lusso: si accorda quindi con il ricco club moscovita del Khimki. Due anni dopo Pozzecco rientra in Italia per la sua ultima stagione da giocatore, rimettendosi in gioco al servizio di un piccolo club che ha appena conquistato la serie A1: Capo d’Orlando. In Sicilia, la “Mosca atomica” è protagonista di una stagione favolosa, a quasi 18 punti e otto assist di media: trascina la squadra addirittura ai play-off. La sua ultima istantanea da cestista è il lungo applauso che il pubblico e gli altri giocatori in campo gli tributano al momento della sua sostituzione a pochi minuti dalla fine della sua avventura in post-season.
Dopo il ritiro, Pozzecco continua a giocare a basket nelle serie minori, per pura passione. Inoltre si converte alla professione giornalistica, collaborando con il più importante quotidiano sportivo italiano e commentando in tv le partite di NBA e Eurolega.
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