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Giocare in inferiorità numerica

Giocare in inferiorità numerica

27.04.2011

Tags: attacco, difesa, inferiorità numerica, tattica, tecnica

Una squadra di calcio deve sempre considerare il rischio di dover disputare una frazione di partita in una situazione di inferiorità numerica. Espulsioni a parte, infatti, c’è anche la possibilità che un giocatore si infortuni dopo che l’allenatore ha già effettuato le tre sostituzioni a sua disposizione.
Gestire una squadra che gioca in 10 uomini richiede l’adozione di tattiche diverse a seconda che il team possa limitarsi a difendere il risultato o che debba invece recuperare lo svantaggio e vincere la partita.
Per fare un esempio, si consideri il modulo di gioco 4-4-2, considerato il grande classico del calcio. Per conservare il vantaggio o mantenere la situazione di parità, la soluzione migliore consiste nel  rinunciare a uno dei due attaccanti in campo, senza apportare modifiche al blocco difensivo e di centrocampo.
Se la necessità è invece quella di provare a segnare per ribaltare il risultato, l’allenatore può sperimentare diverse soluzioni. La prima consiste nel sacrificare una pedina difensiva: in questo modo, centrocampo e attacco sono quelli di partenza e prevale quindi la volontà di provare a sviluppare le giocate studiate in settimana, durante gli allenamenti. In questa situazione, poi, quando ad avere il controllo della palla è la squadra avversaria, uno dei centrocampisti centrali può scalare in difesa, per garantire una maggiore protezione.
Un’alternativa a questo schema di gioco è rappresentata dal 4-3-2, a cui si ricorre soprattutto quando il team dispone di difensori esterni dalla forte capacità di spinta e abili nella corsa. In questo caso la linea difensiva rimane teoricamente a quattro: quando però la squadra gestisce la palla, gli esterni difensivi salgono a centrocampo, creando in questa zona una situazione di superiorità numerica.
In generale, poi, quando ci si trova a giocare con un uomo in meno è bene applicare la tattica del pressing, in modo tale da rallentare la circolazione della palla e da rendere più difficoltoso per gli avversari lo sviluppo dell’azione.


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