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Il tiro dalla distanza
25.08.2011
Tags: allenamento, angolazione, distanza, esercizio, tecnica, tiro
Il tiro in porta rappresenta il coronamento di un’azione di gioco. Esistono molteplici varietà di tiro, a seconda della parte del corpo con cui si colpisce la palla (ad esempio, piede o testa), delle situazioni di gioco (palla in movimento o gioco fermo), della posizione del campo da cui si scocca la conclusione (sottoporta vs. distanza).
Ognuna di queste situazioni richiede un allenamento specifico. Di seguito focalizziamo l’attenzione sul tiro dalla distanza: un gesto tecnico complesso, che va provato e migliorato tenendo conto della rincorsa, della posizione del piede di appoggio, dell’equilibrio sulla gamba portante, della posizione di busto e testa, della velocità di esecuzione e della capacità di visione periferica propria del calciatore. In generale, il tiro dalla distanza richiede precisione, potenza - che aumenta maggiore è la distanza dell’atleta dalla porta - tempestività e accuratezza nella valutazione della posizione del pallone, degli avversari e di se stessi.
Un esercizio molto utile, perché abitua il giocatore al gesto tecnico del tiro, consiste nel far fronteggiare due calciatori su un campo quadrato di 30x30 metri suddiviso come uno da tennis (quindi due metà campo uguali composte ognuna da tre rettangoli, di cui quelli ai lati tra loro uguali e più piccoli rispetto a quello centrale). Senza superare la linea di metà campo, a turno, ogni atleta calcia la palla verso l’avversario, che fungerà da portiere, cercando di scavalcarlo. La partita va avanti per un periodo di tempo definito: vince chi fa più goal, tenendo conto che quelli segnati dalle zone laterali valgono doppio.
Grazie a questo semplice esercizio, il calciatore è obbligato a colpire la palla da distanze diverse (può farlo dalla linea di metà campo, distante 15 metri dalla porta, così come dal fondo, quindi da 25-30 metri) e con diverse angolazioni rispetto alla porta (il tiro può essere frontale come laterale). Inoltre la conclusione può essere effettuata da fermo, per essere più precisi, o in movimento, se l’obiettivo è quello di sorprendere l’avversario. Questo training dimostra poi come la fatica influisca sulla lucidità del giocatore: con il passare del tempo, infatti, i tiri risultano meno precisi.
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