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Mancini, campione in campo e in panchina

Mancini, campione in campo e in panchina

27.04.2011

Tags: allenatore, Coppa Italia, Inter, Lazio, Roberto Mancini, Sampdoria, scudetto

La carriera di Roberto Mancini, classe 1964, è divisa in due fasi: quella da giocatore e quella da allenatore, entrambe accomunate da successi importanti.
Sul campo il “Mancio”, come è stato soprannominato dai tifosi, è stato uno dei fantasisti italiani più forti tra gli anni Ottanta e Novanta, sebbene non sia mai riuscito a imporsi in Nazionale. Roberto è talmente dotato dal punto di vista tecnico da fare il suo esordio in serie A con la maglia del Bologna quando non è ancora diciassettenne: al suo primo campionato, colleziona 30 presenze e ben 9 goal. Al contempo il “Mancio” trascina i compagni della squadra Allievi allo scudetto di categoria. 
Dopo la retrocessione del Bologna, nel 1982 Mancini si trasferisce a Genova, alla Sampdoria: in maglia blucerchiata forma con Gianluca Vialli una coppia d’attacco ben assortita, che abbina fantasia e concretezza sotto porta. Il primo trofeo è la Coppa Italia 1984/85, che Roberto tornerà a vincere anche nel 1987/88, 1988/89 e 1993/94. È questo il torneo a cui è più legato: a oggi (aprile 2011) detiene il record di presenze (120) e di vittorie (6) come calciatore nella manifestazione.
A Genova Mancini riesce nell’impresa di vincere una Coppa delle Coppe (1989) e uno scudetto nel 1990/91. Quest’ultimo successo gli permette di partecipare alla successiva edizione della Coppa dei Campioni: la Sampdoria arriva in finale, ma si deve arrendere alla superiorità del Barcellona ai tempi supplementari.
Dopo 15 anni in maglia doriana, nel 1997 Mancini si trasferisce alla Lazio, seguendo l’allenatore Eriksson e alcuni compagni: questa “migrazione” consente alla squadra romana di aprire un ciclo. In Italia, con i colori biancocelesti Roberto vince due Coppe Italia (1997/98 e 1999/00) e uno scudetto (1999/00), nell’anno del centenario del club. In Europa, nel corso del 1999, la Lazio del Mancio trionfa nell’ultima edizione della Coppa delle Coppe e conquista la Supercoppa Europea.
Roberto conclude la sua carriera da calciatore in Inghilterra: disputa quattro partite con il Leicester City prima di annunciare il ritiro e di dedicarsi a una brillante carriera da allenatore.
Dopo aver affiancato il mentore Eriksson alla Lazio, in qualità di vice allenatore, Mancini ha la sua prima grande opportunità sulla panchina della Fiorentina, che assume nel 2001 a stagione in corso, vincendo subito la Coppa Italia. Dodici mesi dopo, travolto dalla crisi societaria dei viola, Roberto è costretto alle dimissioni: in estate accetta la proposta della Lazio, dove ha lasciato un ottimo ricordo di sé. Sebbene la squadra romana non abbia più una rosa così competitiva come in passato, in due stagioni il Mancio arriva in semifinale di Coppa Uefa, si qualifica per la Champions League e vince una Coppa Italia.
Nell’estate del 2004 Roberto approda all’Inter, con cui otterrà grandi successi. Nelle prime due stagioni sulla panchina nerazzurra Mancini raccoglie due Coppe Italia e una Supercoppa Italiana. Dopo l’esplosione di Calciopoli, la retrocessione della Juventus e la penalizzazione del Milan, l’Inter non ha più rivali: la terza stagione di Roberto a Milano è coronata dallo scudetto. Un successo bissato 12 mesi dopo, all’ultima giornata di campionato. Nonostante ciò, a fine stagione viene esonerato dal club, “colpevole” di non aver vinto la Champions League.
Dopo quasi due anni di stop, Mancini torna ad allenare nel 2009, questa volta in Inghilterra, sulla panchina del Manchester City, uno dei club più ambiziosi della Premier League. Del club inglese Roberto è tuttora (aprile 2011) il tecnico.


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