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Rivaldo, il brasiliano timido

Rivaldo, il brasiliano timido

21.03.2011

Tags: Barcellona, Brasile, Milan, Mondiali, Pallone d'Oro, Rivaldo

Il brasiliano Rivaldo è uno dei calciatori più spettacolari degli ultimi 20 anni: giocatore eclettico, capace di svariare su tutto il fronte di attacco, abbina a una tecnica sublime un’ottima visione di gioco. È considerato uno specialista dei calci piazzati, con il suo tiro potente e preciso. Molto diverso in questo dalla maggior parte dei suoi connazionali, Rivaldo è poi una persona piuttosto schiva, poco incline alla vita notturna.
La carriera di Rivaldo si sviluppa inizialmente in Brasile: dopo alcuni passaggi in club minori, nella prima metà degli anni Novanta approda prima al Corinthians e poi al Palmeiras: con il club di San Paolo si aggiudica nel 1994 un campionato paulista e uno brasiliano, titolo che tornerà a vincere nel 1996. In questi stessi anni Rivaldo fa il suo esordio con la Nazionale brasiliana, di cui diventerà uno dei pilastri.
Dopo il bronzo vinto alle Olimpiadi di Atlanta, Rivaldo approda in Europa, al Deportivo La Coruna: grazie alle sue prestazioni (segna 21 goal in 41 partite), il piccolo club galiziano spaventa i grandi club spagnoli, concludendo il campionato al secondo posto.
Inevitabilmente Rivaldo attira l’attenzione dei top team: dopo 12 mesi passa quindi al Barcellona. Proprio con la maglia azulgrana il brasiliano firma le sue imprese più belle. Particolarmente felice è la stagione 1997/98: dopo aver trionfato con il Brasile in Confederations Cup, Rivaldo vince la Supercoppa Europea, la Coppa del Re e il campionato spagnolo. In estate, si presenta ai Mondiali di Francia da grande favorito: si deve però accontentare del secondo posto, dietro i padroni di casa. La delusione è forte anche se viene mitigata dalla conquista della Liga (1999) e, a livello individuale, del Pallone d’Oro e del Fifa World Player: per gli addetti ai lavori e la stampa specializzata Rivaldo è il miglior giocatore al mondo.
A Barcellona Rivaldo rimane fino al 2002, senza però raccogliere altri risultati di rilievo. Con il Brasile, invece, si laurea campione del mondo in Giappone e Corea (2002), dove, con i suoi cinque goal, è decisivo nella prima fase della competizione.
Alla ricerca di nuove motivazioni Rivaldo decide di tentare l’avventura italiana, firmando per il Milan. Nonostante non si esprima più sui livelli di eccellenza dell’esperienza catalana, con la maglia rossonera Rivaldo vince una Coppa Italia e una Champions League. Nel novembre 2003, ormai superato nelle preferenze dell’allenatore da Kakà, lascia Milano per chiudere la stagione in Brasile.
Nel 2004 è di ritorno in Europa: sceglie di giocare in Grecia con la maglia dell’Olympiacos Pireo. In tre anni conquista altrettanti campionati greci e due Coppe di Grecia.
Dopo un passaggio incolore all’AEK Atene, nel 2008 si trasferisce in Uzbekistan, convinto da un contratto faraonico: nell’ex repubblica sovietica Rivaldo conquista due campionati e una Coppa di Lega, imponendosi anche come capocannoniere del torneo.
Dal 2010 Rivaldo è di nuovo in Brasile.


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