Hall of Fame
Seedorf: la Champions è mia
23.05.2011
Tags: Ajax, Champions League, Clarence Seedorf, Milan, Real Madrid, scudetto
Originario del Suriname e cittadino olandese, Clarence Seedorf è uno dei pochi trequartisti classici sopravvissuti al calcio moderno: dotato di grande forza fisica, è un giocatore che abbina alla tecnica superiore eccellenti capacità di playmaking, senza disdegnare le conclusioni a rete (è un temibile tiratore dalla distanza).
Come giocatore Seedorf nasce nelle giovanili dell’Ajax, crescendo insieme con altri grandi talenti del calcio olandese, da Davids ai de Boer, passando per Kluivert. Già a 16 anni fa il suo esordio in prima squadra: si tratta di un record tuttora (maggio 2011) imbattuto. Nel 1993 vince il primo trofeo della carriera, la Coppa d’Olanda. Dodici mesi dopo, insieme con lo scudetto, arriva la consacrazione internazionale: Clarence conquista la sua prima Champions League, battendo in finale il Milan favorito. Arriva così la convocazione in Nazionale, con cui giocherà poco meno di 90 partite ufficiali senza però raccogliere grandi risultati (raggiunge al massimo due semifinali agli Europei del 2000 e del 2004).
In estate Seedorf si trasferisce in Italia, vestendo la maglia della Sampdoria: rimane un solo anno perché per un giocatore della sua classe la dimensione genovese è troppo riduttiva. A 20 anni riceve la chiamata del club forse più prestigioso al mondo: il Real Madrid. A volerlo è Fabio Capello, rimasto impressionato da Clarence nella finale di Champions League disputata quando era ancora allenatore del Milan.
Al primo anno a Madrid Seedorf trionfa nella Liga spagnola. Nella stagione 1997/98 arriva invece la sua seconda Champions League, destinata a non rimanere l’ultima: curiosamente Clarence solleva il più importante trofeo continentale per club nello stadio di Amsterdam che lo ha visto affermarsi come calciatore. Conquistata anche la Coppa Intercontinentale, Clarence considera conclusa la sua esperienza madridista: affascinato dalle sfide, torna in Italia vestendo la maglia dell’Inter. L’obiettivo è quello di portare il club neroazzurro ai fasti del passato.
All’Inter Seedorf rimane tre stagioni: sono gli anni più difficili della sua carriera, in quanto non riesce a legare né con i compagni né con gli allenatori, finendo ai margini del gruppo.
Nel 2002 viene svenduto al Milan in cambio di Francesco Coco, buon giocatore ma con un palmares non certo paragonabile al suo: con la maglia rossonera Seedorf vive una seconda giovinezza. Diventa infatti uno dei punti fermi della squadra guidata da Carlo Ancelotti. La stagione 2002/03 è trionfale: Clarence vince la Coppa Italia e la sua terza Champions League. Sigla così un altro record: è l’unico giocatore al mondo ad aver vinto la Coppa dei Campioni vestendo le maglie di tre club diversi. La stagione successiva Seedorf si laurea campione d’Italia. Nell’annata 2006/07 torna a conquistare la Champions League: decisivi sono i suoi goal nei quarti e in semifinale rispettivamente contro Bayern Monaco e Manchester United. Nel dicembre 2007, per la seconda volta, solleva al cielo la Coppa Intercontinentale.
Ancora oggi (maggio 2011) Seedorf gioca in maglia rossonera, sebbene non sia più un titolare inamovibile. Nel tempo libero, Clarence è una persona impegnata: sfruttando la conoscenza di ben sei lingue, si spende in giro per il mondo come ambasciatore nella lotta contro le discriminazioni razziali. Un riflesso, questo, delle sue origini: il nonno di Seedorf, infatti, viveva in condizioni di schiavitù.
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