Hall of Fame
Villas-Boas, sulle orme di Mou
25.07.2011
Tags: allenatore, Bobby Robson, Coppa Uefa, Josč Mourinho, Porto, record, Villas-Boas
Il tecnico portoghese André Villas-Boas è sicuramente il volto nuovo del calcio europeo nel 2011, annata in cui ha vinto tutte le competizioni a cui il Porto, la sua squadra, ha partecipato.
La storia di André è curiosa: appartenente a una famiglia benestante, appassionato di tattica, all’età di 17 anni ha la fortuna di conoscere l’inglese Bobby Robson, allenatore del Porto, che viene ad abitare nel suo palazzo. Con Robson, Villas-Boas comincia a discutere di calcio, permettendosi di dargli alcuni consigli: colpito dalle sue osservazioni, Robson decide di concedere al giovane un’opportunità, facendolo assumere come osservatore e affiancandogli il suo interprete José Mourihno, futura superstar della panchina. È l’inizio di un binomio che inciderà profondamente sulla carriera di André. Non a caso quando Robson e Mourihno si trasferiscono a Barcellona (1996), il giovane portoghese non esita a seguirli.
Dopo un’esperienza come commissario tecnico delle Isole Vergini britanniche, nel 2002 Villas-Boas torna in Portogallo, al Porto: assume la guida della formazione under 19, con cui vince 24 delle 27 partite disputate. Ottenuto il patentino UEFA all’età di 26 anni, nel 2003 André è pronto al salto di qualità: con l’arrivo di Mourihno sulla panchina della squadra portoghese, Villas-Boas viene promosso ad assistente del tecnico. Insieme allo “Special One”, in due stagioni André vince due scudetti portoghesi, una Coppa del Portogallo, una Coppa UEFA e, a sorpresa, una Champions League.
Nell’estate del 2004 Mourihno si trasferisce a Londra, per guidare il Chelsea: Villas-Boas lo segue, sempre nella veste di assistente e osservatore. In Inghilterra André vince due titoli inglesi, la FA Cup e il Community Shield. Sempre al seguito di José nel 2008 entra nello staff dell’Inter, dove rimane 12 mesi, in tempo per conquistare uno scudetto e una Supercoppa Italiana.
André decide che è venuto il momento di uscire dal cono d’ombra di Mourihno e di mettersi in proprio: nell’ottobre del 2009, a stagione iniziata, accetta la chiamata di un piccolo club portoghese, che si trova in fondo alla classifica dopo le prime sette partite di campionato. Villas-Boas compie un piccolo miracolo, risollevando il club, che chiuderà la stagione a metà graduatoria e arrivando alle semifinali della Coppa del Portogallo.
Nell’estate del 2010 questi risultati valgono ad André la chiamata del club in cui è cresciuto: il Porto. La stagione che ne segue è a dir poco trionfale: Villas-Boas vince, nell’ordine la Supercoppa di Portogallo, il campionato lusitano, la Coppa del Portogallo e la Coppa UEFA. Segna anche un piccolo record: con i suoi 33 anni, è il tecnico più giovane della storia ad aver vinto un trofeo continentale.
Il suo percorso professionale ricorda molto quello di Mourihno, che alla prima stagione al Porto era riuscito a vincere tre competizioni: per questo André è stato soprannominato lo “Special Two”. Ora Villas-Boas dovrà confermare gli eccellenti risultati ottenuti nella stagione 2010/11.
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