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Boonen, orgoglio del Belgio

Boonen, orgoglio del Belgio

24.05.2011

Tags: Belgio, Giro delle Fiandre, Parigi-Roubaix, Tom Boonen, Tour de France

Tom Boonen è lo sportivo più amato dai belgi: merito non soltanto dei tanti prestigiosi successi raccolti in carriera, che fanno del Belgio una potenza nel panorama del ciclismo mondiale, ma anche della sua capacità di non arrendersi mai e di rialzare la testa dopo alcuni clamorosi passi falsi commessi nella vita privata.
È a 16 anni che Tom comprende che nel suo futuro professionale c’è la bicicletta: entra in una squadra dilettantistica e prende parte alle prime competizioni. Boonen ottiene la prima vittoria importante nella Parigi-Tours riservata ai ciclisti Under 23.
Passato al professionismo nel 2002, Tom firma un contratto con la squadra americana capitanata da Lance Armstrong: la vicinanza all’atleta che in quegli anni è il dominatore assoluto del Tour lo aiuta a crescere e a diventare sempre più competitivo. Alla prima partecipazione alla Parigi-Roubaix, una classica che si può considerare l’università del ciclismo con i suoi tratti di pavé, sale sul terzo gradino del podio.
Dopo un anno poco brillante, in cui torna a correre per una squadra belga, Boonen dimostra il suo grande potenziale da velocista e da specialista delle corse nel 2004, quando vince ben 21 gare, tra cui la Gand-Wevelgem, una delle classiche del Nord, e la tappa conclusiva del Tour de France, beffando i suoi avversari sul suggestivo traguardo degli Champs-Elysées.
Anche il 2005 è un anno esaltante per Tom: il ciclista belga si impone al Giro delle Fiandre e alla Parigi-Roubaix, che diventerà la sua corsa preferita, ed è protagonista anche al Tour de France, dove vince due tappe e veste la maglia verde del leader della classifica a punti prima di essere costretto al ritiro da una caduta da cui esce con fratture multiple. Per un atleta normale la stagione sarebbe compromessa: non per Boonen che torna in tempi record sulla bici per preparare al meglio il Campionato del Mondo. A Madrid Tom si laurea campione iridato.
Nel 2006 Boonen ribadisce la sua superiorità al Giro delle Fiandre: questa rimane però l’unica vittoria importante dell’anno. Dodici mesi dopo si deve accontentare di cinque tappe del Giro del Qatar, a inizio stagione, e di un terzo posto alla Milano - Sanremo. Al Tour de France si impone in tre tappe, portando a casa la maglia verde che gli era sfuggita due anni prima.
Il 2008 si apre in modo fantastico: Tom vince la sua seconda Parigi-Roubaix. Subito dopo, però, viene trovato positivo alla cocaina: un fatto che potrebbe mettere a rischio la sua carriera. Aiutato dai compagni di squadra, Boonen prova a disintossicarsi e continua a gareggiare, dimostrando grande forza di volontà. I suoi sforzi sono premiati perché Tom nel 2009 vince la sua terza Parigi-Roubaix, seconda affermazione consecutiva. Lo spettro della cocaina però non lo abbandona: Boonen viene di nuovo trovato positivo. Per liberarsi da questa dipendenza, Tom frequenta una comunità di recupero: l’affetto del Belgio per lui non viene mai meno e questo lo aiuta a superare tutte le difficoltà.
Nel 2010 è di nuovo tra i protagonisti del ciclismo mondiale: dopo i piazzamenti d’onore ottenuti alla Milano - Sanremo e al Giro delle Fiandre è primo sul traguardo della Gand-Wevelgem (seconda affermazione personale in questa classica del Nord). Grandi le attese nei suoi confronti anche nel 2011.


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