Itinerari

Friuli > Scoprire la Carnia su due ruote

Friuli > Scoprire la Carnia su due ruote

17.02.2011

Tags: Carnia, discesa, Friuli, Nord, salita, torrente, valle

La Carnia è un territorio del Friuli che si sviluppa in provincia di Udine: si trova nelle Alpi Carniche e comprende il bacino del fiume Tagliamento. Questo è lo scenario ideale per uscite in bicicletta, anche se l’itinerario proposto risulta abbastanza impegnativo e richiede un discreto allenamento.
Si parte da Meduno, piccolo centro del pordenonese, e i primi 8 kilometri, lungo il corso del torrente Meduna, sono privi di difficoltà: la direzione da seguire è quella del lago di Tramonti, a cui si arriva sul lato sud e di cui si costeggia la riva orientale.
Si prosegue verso Clauzetto; in prossimità del torrente Chiarsò gli osservatori più attenti si potranno accorgere del mutato paesaggio, caratterizzato da pietre dolomitiche e non più calcaree. In leggera salita si raggiunge la conca di Tramonti di Sotto. In tre kilometri si arriva a Tramonti di Sopra, dove confluiscono la valle del torrente Viéla e quella del torrente Meduna.
Il ciclista prosegue proprio nella valle di Viéla, puntando verso il Passo di Monte Rest, a quota 1.060 metri d’altezza, distante circa 12 kilometri: la seconda metà di questo tratto dell’itinerario è in salita e il dislivello da coprire è di 600 metri.
Una volta raggiunto il passo si scende lungo l’altro versante fino a Caprizi, 500 metri più in basso, dove c’è un laghetto artificiale.
In saliscendi ci si dirige prima verso Socchieve e poi verso Enemonzo, che è stato uno dei primi centri abitati della Carnia.
Si continua a pedalare lungo la conca del Tagliamento fino a incrociare la statale 355, che si imbocca a destra. La strada è rettilinea e conduce a Tolmezzo, con il suo curioso museo delle tradizioni popolari.
L’itinerario si sviluppa passando per Imponzo e Zuglio fino ad arrivare ad Arta Terme. In salita, per 7 kilometri, si prosegue verso Sutrio e Cercivento. La strada si fa ora più pendente e superato un dislivello di 350 metri si giunge alla Sella Valcalda, appena sotto quota 1.000 metri.
In discesa si passa per Povolaro e Comeglians per poi imboccare la statale 355 che si snoda nella valle del torrente Degano. L’itinerario è in piano e attraversa una serie di paesini sulla riva destra del corso d’acqua. Raggiunta Villa Santina, al bivio successivo si segue la direzione di Invillino.
L’ultima parte dell’uscita conduce alla Sella Chianzutan, lungo tornanti abbastanza impegnativi: la fatica è però ripagata dall’ottima vista di cui si può godere da questo valico montano.
Di qui, nel giro di alcuni kilometri perlopiù in discesa, si ritorna a Meduno, dove si era partiti.


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