Itinerari
Veneto > Il parco dei Colli Euganei
13.12.2010
Tags: abbazia, Colli Euganei, giardino, Nord, Veneto
Con un’estensione di quasi 19.000 ettari, il parco dei Colli Euganei si sviluppa tra Padova ed Este: si tratta di una zona adatta a uscite in bicicletta, soprattutto nel caso di ciclisti con un discreto allenamento, in quanto a tratti pianeggianti se ne affiancano altri in saliscendi.
L’itinerario descritto di seguito parte da Este per farvi ritorno dopo 63 kilometri, tutti su strada asfaltata, ad eccezione di un breve tratto. Il dislivello da coprire è di poco superiore ai 700 metri.
Uscendo da Este, si costeggiano le mura del castello, eretto nel XIV secolo da Ubertino da Carrara: dopo aver svoltato a sinistra, poi a destra e poi ancora a sinistra, ci si ritrova sulla strada che porta prima a Preare e poi a Baone.
Qui arrivati si imbocca la strada provinciale 21 per Ponticello, alla cui altezza si prende a destra in direzione di Arquà Petrarca, dove il Petrarca trascorse gli ultimi quattro anni della sua vita. Questo tratto del percorso vede l’alternanza di salite e discese, anche ripide. Dalla piazza del Duomo di Arquà, tenendo per due volte consecutive la sinistra, si prosegue verso un agriturismo fino ad incrociare la provinciale 25.
La meta successiva è rappresentata da Valsanzibio, con la seicentesca Villa Barbarigo e il suo giardino d’epoca, caratterizzato da cascate, fontane, laghetti e scherzi d’acqua.
Sempre rimanendo sulla provinciale 25 si giunge a Galzignano, comune noto per le sue terme: girati a sinistra verso Fontanafredda ci si ritrova sulla provinciale 99.
La strada comincia a salire, prima leggermente poi in modo più deciso: subito dopo inizia la discesa verso il valico del Roccolo e, più in basso, verso Torreglia.
Superato il paese sulla sinistra, all’altezza del bivio per Praglia, si torna a imboccare la provinciale 25, stando sulla sinistra. Si arriva così all’abbazia di Praglia, un monastero benedettino istituito tra tra l'XI e il XII secolo, oggi molto noto per il suo laboratorio per il restauro dei libri antichi. Proprio qui, ad esempio, dopo l’alluvione di Firenze del 1966, furono salvati dal fango oltre 1.800 volumi provenienti dalla città toscana.
Da Praglia l’itinerario prosegue sulla provinciale 89 per Treponti e Teolo, a cui si arriva pedalando su una strada in salita che si affaccia su cave abbandonate e boschi. Da questo momento in poi, il percorso è privo di difficoltà: in discesa, si superano Zovon e Vò Vecchio, dove si seguono le indicazioni per Lozzo Atestino. Dopo un breve tratto sullo sterrato, lungo l’argine del canale Bisatto, l’anello si chiude ed il ciclista si ritrova a Este.
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