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Campania > Il parco di Roccamonfina

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31.05.2010

Tags: Campania, mulini, parco, Sud, vulcano

Per i biker con un discreto allenamento un percorso di sicuro interesse è il cosiddetto “Giro dei Mulini” all’interno del Parco Regionale di Roccamonfina: siamo in Campania, più esattamente nel casertano. Il Parco, 9.000 ettari di estensione, istituito nel 1993, prende il nome dal vulcano di Roccamonfina, il più antico della regione e quarto per dimensioni in Italia, oggi spento.
L’itinerario, che si sviluppa per una trentina di kilometri con un dislivello di poco superiore ai 500 metri, parte da Marzano Appio. Uscendo dall’abitato, si volta a sinistra e si imbocca una discesa, con un fondo in parte sterrato e in parte pietroso. Si arriva così a un ponticello, superato il quale ci si inoltra nel bosco. In leggera salita si giunge ad Ameglio. Qui il sentiero torna ad incrociarsi con la strada principale: all’altezza di una cappella, si svolta a sinistra. Al bivio successivo, riconoscibile per la presenza di un grosso castagno, si tiene sempre la sinistra, in discesa.
Da asfaltato il fondo diventa in terra battuta. Si continua a pedalare inoltrandosi nel bosco, fino ad arrivare a un torrente che si attraversa su un ponticello. Sulla riva opposta si può osservare il primo mulino ad acqua del territorio.
L’itinerario prosegue in direzione Caranci, percorrendo tutta la valle Smerza. Giunti alla fine della valle si svolta a sinistra, avanzando per un breve tratto nel greto del torrente. Tenendo la destra, in salita, si pedala per un kilometro fino ad incrociare la strada asfaltata che unisce Piccilli a Caranci: come riferimento si può assumere la torre di Tora. Non molto distante, in località Ciampate del Diavolo, sorge il secondo mulino: è possibile scorgere alcune impronte di ominide, risalenti a 350.000 anni fa, incise nella colata lavica.
Proseguendo per Caranci e superando Tuoro Rosso, dopo due kilometri si arriva alla fine della stradina: si imbocca il sentiero sulla sinistra, in salita, con alcuni tratti in cui potrebbe essere necessario scendere dalla sella e condurre la mountain bike a mano. Si arriva così a Caranci: all’altezza della chiesa, tenendo la destra ci si inoltra su una mulattiera tra i castagneti. Segue un tratto in saliscendi che conduce a Orchi.
È questo il tratto più impegnativo del percorso: su un fondo in lapilli si raggiunge il passo Luparelli, a quota 686 metri sul livello del mare. Di qui il percorso continua in discesa: si passano prima Sant’Antuono e poi il santuario di Maria Santissima dei Lattani, fondato nel 1430 da San Bernardino da Siena e San Giacomo della Marca.
La direzione da seguire è quella di Marzano Appio: si imbocca la via dei Pellegrini e dopo alcune svolte e dopo aver attraversato un bosco si arriva al ponte sul rio San Castro, dove sorge il terzo mulino dell’itinerario.
In discesa si raggiunge l’incrocio con la strada provinciale Roccamonfina-Campagnola: un ultimo sforzo e si ritorna al punto di partenza.


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