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Liguria > Il Finalese

Liguria > Il Finalese

21.07.2010

Tags: epoca romana, Finalese, grotta, Liguria, Nord, ponti, salita

Una zona ideale per escursioni in mountain bike è quella dell’entroterra Finalese, in Liguria, che merita attenzione sia per il valore naturalistico sia per le testimonianze storiche dell’epoca romana.
Il percorso proposto, che parte e arriva a Finale Pia, si sviluppa per una ventina di kilometri, su un fondo misto, con prevalenza di sterrato. Il dislivello complessivo è di circa 500 metri, anche se soltanto pochi passaggi richiedono un’attenzione particolare.
Uscendo da Finale Pia, si pedala verso Vezzi Portio, risalendo il torrente Sciusa. Dopo circa due kilometri, si imbocca il ponte sulla destra, per Verzi: la strada, asfaltata, si inoltra tra gli ulivi.
All’altezza di un tornante, dove figura il cartello “via Iulia Augusta”, si prende la sterrata della Val dei Ponci (ossia, ponti), in cui si entra una volta superato il menhir noto come “Idolo di Pen”, antica divinità dei Liguri.
Il primo ponte che si incontra pedalando è quello delle Fate, costruito dai Romani, che colpisce per la sua imponenza e per la sua finezza. All’altezza del kilometro 4,5, al trivio, si prosegue sulla sinistra, parallelamente al corso d’acqua: i riferimenti successivi sono rappresentati dal semidistrutto ponte Sordo e dal ponte Muto.
Qui inizia un breve tratto caratterizzato da spuntoni di roccia affioranti, che richiede una certa abilità nel condurre la bici. In salita, si raggiungono prima le cave romane e poi il ponte dell’Acqua.
Il sentiero si allarga e continua a salire verso Colla di Magnone, a quota 318 metri sul livello del mare. L’ascesa prosegue verso la sommità del Bric dei Monti, che rappresenta il punto più alto dell’itinerario e da dove è possibile godere di una buona vista.
Inizia qui una lunga e sinuosa discesa che si riunisce alla strada provinciale 45. Dopo un breve tratto sull’asfalto, si volta, in sequenza, a destra, a sinistra e poi ancora a destra. Il riferimento da assumere è il Bric dei Crovi.
Giunti sulla sommità del Bric, dopo una brevissima salita, si affronta una discesa su un sentiero immerso nella vegetazione. Al termine della stessa, si svolta per due volte consecutive a destra, prima verso Capo Noli e poi verso un ristorante della zona.
Il biker si trova così di fronte alla chiesa di San Giacomo. Su asfalto si pedala verso Arma delle Manie, sull’omonimo altopiano. Si tratta di una delle grotte più grandi del territorio Finalese, dove trovò rifugio anche l’uomo di Neanderthal: lo studio dei suoi sedimenti è stato utilissimo per raccogliere dati paleo-climatici e paleo-ambientali.
Di qui, in discesa su sterrato, si raggiunge il bivio del ponte Muto: a questo punto, ripercorrendo a ritroso il percorso fatto all’andata, si ritorna a Finale Pia.


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