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Sicilia > Il complesso dei Monti Iblei

Sicilia > Il complesso dei Monti Iblei

26.11.2009

Tags: canyon, cimitero, Ragusa, romitorio, Sicilia, Sud

È nell’area sud-orientale della Sicilia, tra le province di Ragusa, Siracusa e Catania, che sorge la catena collinare dei Monti Iblei. La peculiarità di quest’area, che, con il Monte Lauro, raggiunge un’altezza massima di quasi 1.000 m sul livello del mare, è rappresentata dalla presenza di canyon profondi, scavati nel tempo da corsi d’acqua. Dal punto di vista geologico, a rocce di tipo calcareo bianco conchilifero si affiancano pietre arenarie - le cosiddetta “giuggiulena”, simili nell’aspetto al sesamo - e rocce di origine vulcanica.
I Monti Iblei costituiscono anche l’ambiente ideale per un’uscita in mountain bike, in particolare per gli amanti dell’off-road. Un itinerario possibile è quello che parte da Ibla, un quartiere di Ragusa di grande fascino, con le sue reminiscenze architettoniche medievali e gli eleganti palazzi barocchi. Di qui si prende la strada per Giarratana: superato il ponte sul torrente San Leonardo si tiene la sinistra, imboccando una trazzera, antica via pubblica destinata al passaggio di greggi e mandrie dirette al pascolo. Dopo aver costeggiato il corso d’acqua per un kilometro, si svolta a destra alla prima traversa e si prosegue fino ad incontrare un selciato, lastricato con silice e ciottoli. Percorrendolo fino alla fine il biker arriva ai piedi di una scalinata. A questo punto le opzioni possibili sono due: o la si aggira a destra, imboccando un sentiero transennato da una catena, che si ricongiunge poi all’itinerario principale, oppure la si affronta a piedi, con la bici in spalla. In cima alla scala il sentiero prosegue fino a incrociare una strada asfaltata. Si arriva così alla sommità della Cava della Misericordia, canyon tra i più particolari del territorio siculo: a colpire il visitatore sono il silenzio e il senso di solitudine della valle, oggi pressoché abbandonata. Prestando attenzione è possibile scorgere tracce del vecchio sistema di canalizzazione che convogliava l’acqua del torrente verso le macine dei mulini circostanti o verso gli orti strappati alle pendici della valle. È possibile ammirare anche i ruderi dell’antico romitorio di Santa Maria della Misericordia.
La tappa successiva è rappresentata dalla Cava Celone, ormai priva di acqua: nella parte bassa si colloca un cimitero di origine bizantina, che ospita circa tremila tombe, scavate in parte nella roccia e in parte nella terra. Superata una masseria, sulla sinistra si trova una stradina che si ricongiunge con l’itinerario percorso in salita: si può quindi riprendere la strada di Ragusa.


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