Itinerari
Lazio > Il parco regionale dell'Appia Antica
08.03.2010
Tags: Appia antica, Centro, chiesa, Roma, salita
Per chi ama correre in scenari urbani di grande fascino storico, un itinerario di sicuro interesse è quello che si sviluppa per una decina di kilometri nel parco regionale dell’Appia Antica, a Roma. Si tratta di un percorso misto, con salite anche piuttosto dure nella prima parte e con fondo ora asfaltato, ora in sampietrino, ora sterrato: per tutte queste sue caratteristiche, l’uscita è consigliata a runner con una buona preparazione.
Il punto di partenza è la Chiesa di Santa Maria in Palmis, conosciuta anche come “Domine, quo vadis?”, all’incrocio tra l’Appia Antica e l’Ardeatina: tradizione vuole che qui Pietro, in fuga dalle persecuzioni di Nerone, abbia avuto una visione di Gesù, che lo convinse ad affrontare il martirio.
Dopo una fase di riscaldamento all’interno del parco Scott, che sorge proprio di fronte alla chiesa, si imbocca l’Appia Antica per un piccolo tratto: all’incrocio con l’Ardeatina, si svolta a destra. Inizia qui una salita di quasi 1,5 kilometri, completamente asfaltata, che conduce alle Fosse Ardeatine. Superata una breve discesa, si prende una stradina laterale a sinistra, di nuovo in salita, che più avanti si ricongiunge con l’Appia Antica. Dopo un passaggio in piano davanti alle Catacombe di San Sebastiano, il percorso torna ad impennarsi, tra il Circo di Massenzio e la Tomba di Cecilia Metella: un tratto non lunghissimo, circa 500 metri, che però va affrontato a ritmo moderato per non affaticare troppo le gambe già provate dalle salite precedenti.
Giunti a una spianata, si tiene la sinistra, imboccando una strada asfaltata che arriva all’Appia Pignatelli: qui si prosegue costeggiando il Parco della Caffarella per circa 700 metri. A metà circa del percorso, imboccando il vicolo di San Urbano, si entra nel parco, dove, seguendo il sentiero al centro del prato, si percorre un circuito circolare.
All’altezza del rudere collocato all’interno del parco, si prende il sentiero che porta al Bosco Sacro, in discesa, e poi, tenendo la sinistra, si prosegue verso il Ninfeo di Egeria.
Lasciandosi il Parco della Caffarella alle spalle, e assumendo come direzione la Chiesa del Quo vadis, si prosegue in falsopiano lungo in rettilineo, delimitato dal ponticello sul fiume Almone e dal vecchio mulino. A questo punto, la strada torna a salire, con il fondo che è sterrato, con l’eccezione di un breve tratto asfaltato. Prendendo come riferimento la cancellata che segna i confini del Parco della Caffarella, si imbocca il vicolo omonimo, che porta nuovamente sull’Appia Antica: alcune centinaia di metri e si ritorna al punto di partenza.
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