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Chang, conquistare Parigi a 17 anni

Chang, conquistare Parigi a 17 anni

04.08.2010

Tags: età, Grande Slam, Michael Chang, ranking, Roland Garros

Americano di origine cinese, Michael Chang è stato uno dei tennisti più rappresentativi al mondo tra la fine degli anni Ottanta e la prima metà degli anni Novanta. È ricordato come uno dei maestri della terra rossa, superficie su cui ha colto il suo successo più importante: il Roland Garros.
Siamo nel 1989 e Michelino, come è noto Chang nel circuito, per via del suo fisico minuto (è alto “soltanto” 175 centimetri), con i suoi 17 anni, è poco più di un giovane di belle speranze. Non sembra essere neppure fortunato: in virtù del sorteggio, già agli ottavi di finale si deve misurare con il numero uno al mondo, Ivan Lendl.
Ne nasce una partita epica, che gli appassionati di questo sport ancora oggi amano ricordare: Chang tiene testa al campione cecoslovacco, portandolo al quinto set. Ma i crampi sono in agguato: molti altri suoi colleghi avrebbero abbandonato il terreno di gioco.
Non Michelino che continua il match addirittura servendo dal basso quando è il suo turno di battuta. Il miracolo è completato dalla sua vittoria. Semplice exploit? No, perché Chang supera abbastanza agevolmente i due turni successivi, conquistando la finale contro lo svedese Stefan Edberg.
Ancora una volta il tennista americano parte sfavorito: con le sue doti di combattente, unite a una grande mobilità fisica e a una solidità mentale invidiabile per un atleta, dopo una maratona di quasi quattro ore di gioco, riesce però ad avere la meglio su Edberg.
La vittoria al Roland Garros è il primo atto di una carriera brillante: mantenendosi costantemente nella top 10 del ranking mondiale (arriva al numero 2 nel 1996), Chang vince 34 tornei. Una curiosità: Michelino è uno dei pochi tennisti capaci di vincere tornei in tre decenni diversi. Il suo ultimo successo, infatti, è datato 24 luglio 2000 (Los Angeles).
Altri fotogrammi della storia sportiva di Chang sono la vittoria in Coppa Davis con il team Usa del 1990 (in semifinale contro l’austriaco Skoff è capace di ribaltare uno svantaggio di due set, vincendo il match e regalando alla squadra il passaggio del turno), la semifinale contro Edberg agli Us Open 1992, persa dopo quasi cinque ore e mezzo di gioco (tuttora record del torneo), e le tre finali dello Slam raggiunte nel biennio 1995/96 (nell’ordine Roland Garros, Australian Open e Us Open), da cui esce sempre sconfitto.
Ritiratosi dal tennis giocato, Chang si dedica oggi a iniziative benefiche e allo studio della Bibbia nonché all’altra sua grande passione sportiva: la pesca.


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