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Mauresmo, la campionessa fragile

Mauresmo, la campionessa fragile

21.07.2010

Tags: Amélie Mauresmo, Australian Open, Fed Cup, Grande Slam, Olimpiadi, Wimbledon

Ex numero uno al mondo, la francese Amélie Mauresmo è stata sicuramente una delle tenniste più talentuose dell’ultimo decennio: dotata di buona tecnica - il suo colpo più efficace è il rovescio a una mano, raro a vedersi nei match femminili - e capace di adattarsi a tutte le superfici, a causa della sua fragilità psicologica, non ha raccolto tanti successi quanti avrebbe potuto ottenere.
Il suo palmares comprende comunque 25 titoli in singolare, tra cui due tornei del Grande Slam, Australian Open e Wimbledon.
Amélie comincia a giocare a tennis da giovanissima, a quattro anni: il suo modello è Yannick Noah, di cui segue le sorti in televisione.
La prima affermazione di rilievo è a 17 anni: nel 1996 la Mauresmo conquista l’edizione junior del Roland Garros, meritandosi anche il titolo di promessa dell’anno da parte della Federazione Internazionale. Il passaggio al professionismo avviene due anni dopo.
E subito Amélie sorprende il pubblico degli addetti ai lavori: all’Australian Open, da outsider, si qualifica alla finale battendo la Davenport, numero 1 del ranking mondiale. Perde comunque il torneo a favore di Martina Hingis: a influire sull’esito del match è la decisione di fare coming out prima di scendere in campo. Amélie si trova infatti improvvisamente al centro dell’attenzione per questioni non tennistiche e finisce per essere schiacciata dalla pressione: gli sponsor le voltano le spalle e anche la famiglia non gradisce la dichiarazione pubblica di omosessualità.
Seguono anni difficili, in cui la Mauresmo non riesce a far valere il suo talento. Vede la luce nel 2003 quando trascina letteralmente le compagne di Nazionale alla conquista della Fed Cup: sono infatti suoi tutti e tre i punti con cui la Francia batte gli Usa.
L’anno successivo, oltre a cinque tornei, conquista la medaglia d’argento alle Olimpiadi di Atene, arrendendosi soltanto alla belga Henin: questi brillanti risultati le permettono di scalare la classifica mondiale fino al numero uno, prima francese nella storia, pur non avendo vinto neppure un torneo dello Slam.
Se nel 2005 la maledizione Slam continua - Amélie vince comunque il Master ai danni di Mary Pierce - il 2006 è l’anno più significativo della sua carriera: trionfa infatti agli Australian Open prima e a Wimbledon poi, sempre contro la Henin. Nello stesso anno arriva anche in semifinale agli US Open, dove, a causa dei suoi limiti caratteriali, viene sconfitta da Maria Sharapova, e, sia pure in non perfette condizioni fisiche, in finale al Master, dove cede alla Clijsters, perdendo anche la testa della classifica WTA.
Il declino di Amélie inizia agli Australian Open 2007: al quarto turno sembra dominare l’avversaria eppure improvvisamente smette di giocare, venendo eliminata. A tradirla, ancora una volta, è la tensione. Non al meglio della forma a causa di una fastidiosa appendicite, la Mauresmo fallisce anche l’appuntamento con il Roland Garros.
Negli ultimi due anni perde gradualmente interesse per il tennis: dopo la vittoria, in indoor, a Parigi del febbraio 2009, nel dicembre dello stesso anno, a trent’anni, annuncia il ritiro dalle competizioni.


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