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Rafter, una settimana da n° 1

Rafter, una settimana da n° 1

25.07.2011

Tags: classifica, Patrick Rafter, record, Slam, Us Open

L’australiano Patrick Rafter è stato uno dei tennisti più forti al mondo sulle superfici veloci, in particolare il cemento, nella seconda metà degli anni Novanta. Giocatore d’attacco, molto spettacolare, sebbene si sia ritirato dalle competizioni all’età di 29 anni, Patrick è stato capace di vincere 11 tornei di singolare, tra cui due US Open, e 10 di doppio. Detiene un record curioso: a oggi (luglio 2011) è il giocatore che ha mantenuto la leadership della classifica maschile per meno tempo (una sola settimana nel luglio 1999).
Professionista dal 1991, Rafter fatica inizialmente a emergere: nonostante sia capace di battere Pete Sampras, in quegli anni praticamente invincibile, già nel 1993, Patrick conquista il suo primo torneo soltanto nel 1994. Tra la prima e la seconda affermazione passano più di tre anni: nel 1997, dopo aver raggiunto le semifinali del Roland Garros, Rafter elimina diversi favoriti agli US Open, arrivando a vincere in finale contro Greg Rusedski. È il primo Slam della sua carriera. A fine stagione cede a Pete Sampras nell’atto conclusivo della Grand Slam Cup.
Molto positiva è anche l’annata 1998: dopo le vittorie nei tornei Master Series di Toronto e Cincinnati Patrick si presenta agli US Open per difendere il titolo conquistato 12 mesi prima. Riesce a bissare l’impresa, imponendosi contro il connazionale Philippoussis.
Questi risultati, insieme con la vittoria nella specialità del doppio (in coppia con Jonas Bjorkman) colta agli Australian Open all’inizio del 1999, proiettano Rafter ai vertici della classifica mondiale: come detto Patrick rimane numero uno per una settimana. A partire dall’estate il suo ranking però precipita rapidamente: colpa dell’uscita prematura agli US Open e di un infortunio alla spalla, che non gli permette di rendere al massimo.
La parabola discendente della carriera di Rafter è già iniziata: ciò nonostante nel 2000 il tennista australiano, da numero 52 del mondo, arriva a giocarsi il titolo di Wimbledon contro Pete Sampras. Dopo un inizio promettente (vince il primo set) Patrick si blocca ed esce sconfitto in quattro set.
Nel 2001 vede sfumare il sogno della finale agli Australian Open perché colpito dai crampi, che gli impediscono di difendere gli attacchi di Agassi in semifinale. Si prende una rivincita sull’americano a Wimbledon, dove lo supera sempre in semifinale: ancora una volta, però, il torneo sull’erba gli sfugge, in questo caso a vantaggio di Ivanisevic.
Con la maglia della nazionale australiana Rafter disputa due finali di Coppa Davis: sia nel 2000 che nel 2001 si deve però accontentare del posto d’onore sul podio.
Alla fine del 2001, provato da numerosi infortuni, Patrick annuncia il ritiro. Fonda un’associazione benefica e si dedica a progetti di volontariato a favore dei bambini australiani disagiati: una causa a cui aveva devoluto la metà dei montepremi delle sue vittorie agli US Open.


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