Articoli
Alpinismo, alcuni accorgimenti nella dieta
24.05.2011
Tags: alpinismo, cibi alcalini, dispendio energetico, fabbisono calorico, glucidi, lipidi, ossigeno, proteine, reidratazione
Ad altezze superiori ai 3.000 metri, soprattutto a causa delle basse temperature, l’alpinista deve far fronte a un maggiore dispendio energetico, con il livello di zuccheri nel sangue che ha la tendenza ad abbassarsi. La rarefazione dell’ossigeno, poi, richiede l’introduzione nei polmoni di una quantità d’aria superiore a quella normale (iperventilazione polmonare). Non solo: lo sforzo intenso e prolungato favorisce la produzione di acido lattico e acido piruvico, più difficili da smaltire proprio a causa della povertà di ossigeno.
È bene, quindi, che l’alpinista tenga conto di tutti questi fattori nella definizione del suo programma alimentare. Anche se in alta montagna il consumo può arrivare a 4.000-5.000 calorie al giorno, non è necessario che la razione alimentare soddisfi interamente questo fabbisogno: non bisogna infatti dimenticare che fattori come l’altitudine, lo stress emotivo e l’attività fisica intensa rallentano la digestione, compromettendo la qualità delle perfomance. Meglio quindi contenere la razione giornaliera a 1.800-2.500 calorie.
Un altro consiglio utile per gli alpinisti è quello di consumare piccoli pasti, in particolare durante le soste fatte nel corso della salita: idealmente l’apporto calorico di ogni spuntino non deve essere superiore alle 250-500 calorie.
Nella scelta degli alimenti, per contrastare la tendenza dell’organismo all’acidificazione, è bene che l’atleta privilegi frutta e verdura fresca come arance, cavolfiore e piselli. Per lo stesso motivo sarebbero invece da evitare gli alimenti come i cereali, pasta e riso, i latticini e la carne.
Volendo sintetizzare, la dieta dell’alpinista deve essere povera in lipidi, che sono acidificanti e più difficili da digerire, e in proteine, il cui metabolismo richiede ossigeno. Ottimi sono invece i cibi ricchi di glucidi, perché energetici e più facili da assorbire in situazioni in cui l’ossigeno è rarefatto.
Infine, in alta quota, per contrastare il rischio di disidratazione bisogna ricordarsi di bere abbondantemente e a più riprese, soprattutto quando l’escursione è destinata a durare più giorni. È meglio bere in concomitanza con gli spuntini, optando per soluzioni zuccherine arricchite di sali minerali.
Tag clouds
Curiosità
running
A Genova la prima competizione podistica in un porto
Presentata lo scorso dicembre nel capoluogo ligure la Genoa Port Run 2012, prima podi [...]
running
Già 10.000 iscritti alla Maratona di Roma
La Maratona di Roma entra di diritto tra le più importanti e famose del mondo, grazie [...]
Hall of Fame
Cassin, per cent'anni in alta quota
Riccardo Cassin è stato uno dei più grandi alpinisti italiani, maestro [...]
Testimonianze
Consigli per gli allievi
Sono una guida alpina e accompagno gli escursionisti alla scoperta delle meraviglie d [...]


