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Buhl, la leggenda dell'alpinismo estremo

Buhl, la leggenda dell'alpinismo estremo

24.05.2011

Tags: Broad Peak, Hermann Buhl, Nanga Parbat, stile alpino

L’austriaco Hermann Buhl è considerato una leggenda dell’alpinismo: nel corso della sua breve vita (è morto a 33 anni), Hermann è stato protagonista di molte imprese ai limiti dell’impossibile. È ricordato anche come il pioniere del cosiddetto “stile alpino”: con questo termine si indicano le ascese che vengono compiute senza appoggio esterno (quindi senza organizzare spedizioni imponenti), senza ricorrere all’ossigeno e, in generale, con un’attrezzatura leggera.
Nato a Innsbruck nel 1924, Buhl svolge il suo “apprendistato” da alpinista sulle vette locali. Questa passione diventa la sua professione soltanto dopo la seconda guerra mondiale: Hermann si specializza nell’aprire nuove vie sulle principali vette delle Alpi, spesso agendo in solitaria.
Buhl dimostra le sue capacità tecniche e di resistenza e una forza di volontà non comune affrontando per primo in inverno la via di Soldà nel complesso della Marmolada e percorrendo da solo nello strabiliante tempo di quattro ore (quando la media era di 3-4 giorni) la via Cassin sulla parete Nord Est del Pizzo Badile. Nel 1952 Hermann è protagonista di un atto di eroismo sulla parete Nord dell’Eiger, nelle Alpi Svizzere: si mette alla guida di ben tre differenti cordate sorprese dalle pessime condizioni meteorologiche, portandole alla salvezza.
L’anno successivo Buhl lascia l’Europa per affrontare il Nanga Parbat: in solitaria e senza utilizzare l’ossigeno, conquista in prima assoluta la vetta himalayana (oltre 8.100 metri di altezza). L’impresa gli costa il sacrificio di due dita del piede destro, che gli vengono amputate perché congelate.
Hermann è ricordato anche per essere stato il primo uomo a conquistare due Ottomila: nel 1957, infatti, scala gli 8.047 metri del Broad Peak, al confine tra Cina e Pakistan. Anche in questo caso si tratta di una vetta ancora inviolata.
A distanza di pochi giorni, Buhl affronta la salita al Chogolisa, nella stessa regione: questa volta, però, viene tradito dall’amata montagna. È infatti travolto da un distaccamento nevoso: il suo corpo non verrà mai ritrovato.


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