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Moro, l'alpinista poliglotta

Moro, l'alpinista poliglotta

28.04.2011

Tags: alpinismo, ascensioni in velocità, Ottomila, riconoscimenti, Simone Moro

Classe 1967, il bergamasco Simone Moro è uno dei più noti alpinisti italiani: ad oggi (aprile 2011) ha conquistato nove Ottomila (tra questi, l’Everest per ben quattro volte).
Da sempre appassionato di montagna, dopo l’adolescenza trascorsa sulle Alpi lombarde e sulle Dolomiti, Simone comincia a dedicarsi seriamente all’arrampicata sportiva nel 1985. All’età di 20 anni viola la prima parete del X grado nella scala di difficoltà della Federazione Alpinistica Internazionale, per poi affrontare con successo, due anni dopo, imprese ancora più estreme.
Dopo una pausa di 15 mesi legata al periodo della leva militare, nel 1992 Moro torna ad arrampicarsi e diventa allenatore della Nazionale Italiana: un incarico che porterà avanti per quattro anni. Sempre nel 1992 Simone inaugura la fase himalaiana della sua attività alpinistica: sono 36 le spedizioni a cui prende parte.
Due sono le specialità di Moro: le ascensioni compiute in velocità (detiene il record su Lhotse, Cho Oyu, Broad Peak e nella traversata Sud-Nord dell’Everest) e le salite eseguite nella stagione invernale, come nel caso di Shisha Pangma (2005), Makalu (2009), conquistato vincendo raffiche di vento gelido con velocità anche superiori ai 100 km/h, e Gasherbrum II (quest’ultimo nel 2011).
Simone è un alpinista fuori dagli schemi: può vantare una laurea in Scienze Motorie conseguita con il punteggio di 110 e lode e parla correntemente cinque lingue. Inoltre ha già pubblicato due libri, uno sulla fallita spedizione del 1997 sull’Annapurna, costata la vita ai suoi due compagni, e uno sugli Ottomila himalaiani. Moro è anche un atleta estremamente versatile: ha praticato alpinismo su roccia, ghiaccio, misto, in alta quota, oltre ad essersi dedicato all’arrampicata sportiva e al dry tooling (l’arrampicata su terreni “asciutti” con gli attrezzi da ice climbing).
Numerosi sono i riconoscimenti che Simone ha conquistato nella sua carriera. Una citazione meritano la Medaglia d’Oro al Valore Civile che gli è stata assegnata nel 2003 dall’allora Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi per aver salvato la vita di un rocciatore inglese ferito sul Lhotse-Everest e il premio Adventurer of the Year 2010, organizzato dalla rivista specializzata Outside Magazine e deciso da una giuria internazionale.


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