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Lazio > L'altopiano di Prato di Campoli

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02.11.2011

Tags: altopiano, Lazio, sterrata

Una bella camminata e un’autentica full immersion nella natura dell’altipiano di Prato di Campoli, indicata per escursionisti esperti e ben allenati.
Si parte sulla strada che da Veroli conduce verso la Certosa di Trisulti, dove in località S.Maria Amaseno si imbocca a destra la strada per Prato di Campoli. Si prosegue per quasi 8 km, fino ad uno spiazzo da dove compare una sterrata chiusa con sbarra. Si lascia l'auto per seguire le indicazioni “Sentiero Italia”: si superano il Bosco Campitelli e la Valle di San Giovanni percorrendo una comoda sterrata oltre il valico La Cacata del Lupo (1.299 m) fino a Fosso delle Pratelle nella valle di Femminamorta. Proseguire nella sterrata verso nord fino ad una netta curva a gomito verso destra e da qui continuare costeggiando il fosso sulla sinistra fin dove si restringe, permettendo di raggiungere la sponda di destra.
Si procede fino a due rudimentali capanne di pastori e, da qui, si sale in direzione nordest immettendosi nell'ampio circo di Le Pratelle, raggiungendo la cima di monte Passeggio (2.064 m).
Si segue la cresta verso est guadagnando il Pizzo Deta, la vetta che domina gli Ernici con panorami spettacolari sulla sottostante val di Roveto, verso nord, e sull'altipiano di Prato di Campoli, a sud. Ancora per cresta si scende verso Vado della Rocca fino a due ricoveri di pastori. Raggiunto il passo, una graduale salita conduce fino a Cima di Serra Comune e, poco dopo, alla vetta di Cima d'Erba.
In leggera discesa si giunge alla Punta dell'Ortica e, dopo poco, al Fosso d'Ortica.
Da qui si arriva all'ultima salita, inoltrandosi nel fitto bosco della cresta fino alla vetta del monte Pedicinetto, per iniziare poi la ripida discesa lungo il Sentiero dei Briganti che porta a Peschio dei Briganti, uno straordinario punto panoramico da cui si ammirano tutte le vette dell'anfiteatro che domina Prato di Campoli. Questa zona, ricca di grotte, permise ai briganti di imperversare fino ai primi anni del '900.
Ancora in discesa si raggiunge Orto Centrole, una radura erbosa circolare che interrompe la fitta faggeta. L'antico tracciato delle Carbonaie conduce con il suo percorso a zigzag alla sterrata della Macchia Marante, che si segue verso destra fino all'incrocio con il sentiero 1 verso Prato di Campoli. 

 


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