Itinerari

Marche > Sulle tracce del treno Amandola - Porto San Giorgio

Marche > Sulle tracce del treno Amandola - Porto San Giorgio

25.06.2010

Tags: Centro, chiesa, ferrovia, Marche, parco, stazione

L’itinerario proposto si sviluppa nelle Marche, in una porzione di territorio compresa tra le colline e il mare: il riferimento più immediato è rappresentato dalla linea ferroviaria, inaugurata nel 1908 e dismessa dopo soli cinquant’anni, tra Amandola e Porto San Giorgio, lungo la Val Tenna.
Si parte del comune di Amandola, in provincia di Fermo: il nome della cittadina deriva dal dialetto “la mannola” e fa riferimento ai mandorli e ai loro frutti che è possibile ammirare nella zona. Si esce dall’abitato percorrendo via Pignotto e si imbocca una strada sterrata: in questa fase, si cammina nel piccolo bosco che si sviluppa lungo il fiume Tenna. Si arriva così alla Chiesa della Misericordia, edificata ai piedi del colle d'Agello già all’inizio del Quattrocento per invocare la protezione degli abitanti della zona dalle pestilenze. Notevole è l’affresco nella parte absidale, che raffigura l’assunzione in cielo della Madonna.
Il riferimento successivo è rappresentato da un ponte ferroviario, ora in stato di abbandono. Proseguendo nel cammino, in piano, si arriva al lago di San Ruffino, un bacino artificiale profondo fino a 15 metri che è stato ottenuto interrompendo con una diga il corso del Tenna. Qui sorge anche l’abbazia di San Ruffino, secondo la tradizione un contadino capace di arare in una sola giornata 1.000 moggi di terreno. È considerato capace di lenire i dolori d’ernia.
Il tracciato della ex ferrovia procede alternativamente lungo le due sponde del fiume: è possibile passare da una all’altra attraversando alcuni ponti. La meta finale è rappresentata da Porto San Giorgio: qui la vecchia linea ferroviaria si innestava sull’Adriatica. Per gli appassionati di storia, l’ex stazione di Servigliano ha un significato particolare: qui, infatti, negli anni della Seconda Guerra Mondiale transitavano gli ebrei marchigiani destinati alla deportazione. Proprio per ricordare questo passato doloroso, in quest’area sorge un giardino pubblico noto come Parco della Pace.


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