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Trentino > Sui ghiacci dell'Adamello

Trentino > Sui ghiacci dell'Adamello

26.11.2009

Tags: Adamello, alpinismo, ghiacciaio, nord, Trentino

Per i trekker sensibili al fascino dell’alpinismo, l’Adamello è una delle mete più ambite, anche per la sua importanza storica: questa montagna, infatti, è stata uno dei teatri di combattimento della Prima Guerra Mondiale. A causa della presenza di ghiaccio, l’uscita è riservata soltanto ai più esperti; inoltre va affrontata con condizioni di tempo stabili e provvisti di un’attrezzatura adeguata alla marcia su ghiaccio.
Si parte dai 1.640 metri del rifugio Bedole, raggiungibile in auto da Pinzolo, da cui dista circa 19 kilometri. Già il primo tratto, che in circa due ore, porta al rifugio “Città di Trento - Al Mandrone" (a quota 2.459 metri sul livello del mare), è piuttosto impegnativo. Inizialmente, la salita, scandita dal susseguirsi di tornanti, è allietata dalla presenza del bosco e di una piccola cascata. Nel successivo tratto scoperto, il sentiero offre una splendida vista sui ghiacciai del Mandrone e della Lobbia e sul gruppo della Presanella. Appena prima dell’arrivo al rifugio, è possibile notare un centro glaciologico intitolato all’ufficiale austriaco Julius Payer, vissuto nel XIX secolo e grande conoscitore di questi luoghi, e una chiesetta con lapidi in memoria dei caduti della montagna e della Grande Guerra.
Dopo una sosta per recuperare le forze, si lascia il rifugio “Città di Trento - Al Mandrone" per salire verso il ghiacciaio: lungo il percorso si possono notare laghetti di origine glaciale, con acque cristalline. Il più importante è il Lago Nuovo, così chiamato perché nato dal progressivo ritiro del ghiacciaio.
A questo punto, possibilmente accompagnati da una guida alpina e legati in cordata, per scongiurare il rischio di cadute, si può aggredire il ghiacciaio: il colore prevalente diventa il bianco, con una vista dominata dalle Lobbie e dal Corno Bianco.
Superato un dislivello totale di 1.400 metri (300 quelli su ghiaccio dell’ultimo tratto) si arriva oltre quota tremila al rifugio “Caduti dell'Adamello”, costruito sulle rovine di un avamposto italiano risalente alla Prima Guerra Mondiale. Il panorama è mozzafiato.


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