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Umbria > L'anello delle Tane del Diavolo

Umbria > L'anello delle Tane del Diavolo

21.12.2009

Tags: Centro, grotte, percorso attrezzato, Umbria

Nella regione umbra, un’area di grande interesse naturalistico è quella rappresentata dal complesso conosciuto con il nome di Tane del Diavolo: parliamo di grotte carsiche scavate sulle pareti di una forra profonda 60-70 metri, creata nel corso dei secoli dal torrente Bagno, affluente del Chiani. Siamo nella zona di Parrano, nell’alto orvietano: un abitato di origine medievale che si sviluppa su una rupe intorno a un castello risalente all’XI secolo.
Per quanto il tempo richiesto per affrontare l’itinerario sia soltanto di tre ore e il dislivello sia pari a circa 250 metri, l’uscita è consigliata a trekker esperti e debitamente attrezzati: alcuni tratti, infatti, sono contrassegnati dal grado di difficoltà EEA e richiedono quindi l’uso di casco protettivo, moschettoni e cordini.
Partendo da Parrano, si prosegue in direzione del podere Manziano, per poi prendere una strada sterrata sulla sinistra: il sentiero conduce a un casale abbandonato. Qui inizia un tratto in discesa, tra il verde dei campi, che arriva dapprima al limitare di un bosco e poi al greto del torrente Bagno. Assumendo come punto di riferimento un imponente arco roccioso, si guada il corso d’acqua, continuando il cammino sulla sponda di destra. Inizia qui un percorso attrezzato, con pioli e funi infissi sulla roccia. Per chi lo desidera, c’è la possibilità di avvalersi di un apposito servizio di guide. Si arriva così alle Tane del Diavolo: otto grotte, che si aprono a varia altezza sulle pareti della forra. Le più interessanti sono quelle situate sulla destra e conosciute come Tana Principale Inferiore, Tana Principale Superiore e Tana del Faggio. In comune, hanno lo sviluppo sotterraneo e l’aspetto labirintico.
Una volta conclusa l’esplorazione di queste grotte, si prosegue fino allo sbocco della gola. A questo punto si torna a guadare il Bagno e proseguendo su una stradina sterrata si arriva alla Provinciale 52. Si imbocca un altro sentiero sulla sinistra che si inerpica nel bosco e che si ricongiunge con il percorso compiuto in andata, all’altezza del casale abbandonato.


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