Itinerari
Veneto > La Val Canzoi nel Parco Dolomiti Bellunesi
17.01.2011
Tags: bivacco, lago, Parco Dolomiti bellunesi, roccia, Val Canzoi, Veneto
Il Parco nazionale delle Dolomiti Bellunesi con i suoi 31.000 ettari di estensione, rappresenta un magnifico scenario naturale per i trekker. Uno degli itinerari più battuti è quello ad anello che passa per il bivacco Feltre - Walter Bodo e per il rifugio Bruno Boz, entrambi in Val Canzoi.
Sebbene si raggiunga una quota massima di soli 1.950 metri sul livello del mare, questa uscita è indicata per escursionisti esperti ed allenati in quanto alcuni passaggi sono piuttosto tecnici ed è richiesta una buona resistenza (il tempo di percorrenza può essere stimato in 10 ore).
Si parte dal lago della Stua formato da una diga artificiale sul corso del torrente Caorame: prendendo una strada forestale si cammina immersi nel bosco. Dopo aver superato un ponticello, il sentiero prosegue sulla destra orografica della Val Canzoi. Il principale punto di riferimento è rappresentato dal torrente Caorame, che viene attraversato più volte e che da vita a cascate.
Il tratto successivo è caratterizzato da un susseguirsi di tornanti nel verde, da una radura e da un bosco: si arriva così alla roccia, con il sentiero che prosegue in una sorta di canyon scavato dalle acque.
Si sale per ripidi tornanti sul versante est del Sass de Mura, la cima più alta del gruppo del Cimonega nelle Dolomiti bellunesi, per poi imboccare il cosiddetto “Troi de le vache” (nel dialetto locale, il sentiero delle vacche). Il fondo diventa sassoso, quindi il trekker deve procedere più lentamente. Dopo aver incrociato il sentiero che arriva dal Passo dell’Omo, si prende in discesa la direzione di Casera Cimonega a 1.637 metri di altitudine, dove c’è la possibilità di bivaccare.
Inizia qui uno dei tratti più duri dell’escursione, che porta al bivacco Feltre - Walter Brodo (dal nome di un ex Presidente della sezione locale del CAI): una volta che il trekker viene a trovarsi sotto la parete rocciosa, per arrivare al bivacco, posto a 1.950 metri d’altezza sul livello del mare, deve infilarsi in alcuni “camini” (fratture verticali della roccia, larghe abbastanza da consentire il passaggio).
Lungo una cengia, prima in discesa poi in salita, si raggiunge una forcella. Di qui si segue la cosiddetta Altavia 2 delle Dolomiti, fino a ritrovarsi sul versante orientale del Sass de Mura. In alcuni punti il sentiero si affaccia sul vuoto: è bene quindi affrontare l’uscita soltanto quando le condizioni meteo sono perfette.
Scendendo lungo un ghiaione si entra in un canalone, lo si percorre fino in fondo, per poi salire verso il crinale erboso. Raggiunta questa sommità si intravvede a breve distanza il rifugio Bruno Boz, a quota 1.718 metri.
Dopo una pausa ristoratrice, il cammino riprende su ripidi tornanti in direzione del passo di Alvis: da questo punto in poi l’itinerario è soltanto in discesa. Seguendo le indicazioni per il lago della Stua si ritorna al punto di partenza.
Curiosità
running
A Genova la prima competizione podistica in un porto
Presentata lo scorso dicembre nel capoluogo ligure la Genoa Port Run 2012, prima podi [...]
running
Già 10.000 iscritti alla Maratona di Roma
La Maratona di Roma entra di diritto tra le più importanti e famose del mondo, grazie [...]
Hall of Fame
Cassin, per cent'anni in alta quota
Riccardo Cassin è stato uno dei più grandi alpinisti italiani, maestro [...]
Testimonianze
Consigli per gli allievi
Sono una guida alpina e accompagno gli escursionisti alla scoperta delle meraviglie d [...]


