Sorry, you need to enable JavaScript to visit this website.

I rischi del troppo allenamento

La condizione di “sovrallenamento” (overtraining), molto comune tra i ciclisti, indica una vera e propria sindrome da stress causata dai carichi di allenamento e dalle gare.
Per ottenere la forma sportiva si deve assecondare la “supercompensazione”, cioè la capacità  di reagire a stress di tipo fisico.

Al termine di un’uscita in bicicletta l’organismo tende a calare il proprio livello prestativo (overreaching). Tuttavia, se le attività svolte rientrano nei limiti delle proprie possibilità e si prevede un periodo di recupero sufficiente, l’organismo, grazie alla supercompensazione, non solo è in grado di ripristinare le condizioni iniziali, ma tende a raggiungere un grado di efficienza superiore, come se si preparasse ad affrontare carichi di lavoro più elevati. Grazie a un allenamento continuo e graduale, si possono svolgere sessioni di lavoro impegnative e recuperare la fatica in tempi sempre più rapidi.
Può accadere, però, di commettere errori di valutazione sulle proprie capacità, mettendo l’organismo in uno stato di squilibrio tale da non essere più in grado di reagire con la supercompensazione.

I valori fisiologici tendono a calare decisamente, creando una situazione di forte disagio che richiede, per essere risolta, un lungo periodo di recupero.
I principali sintomi di sindrome da sovrallenamento sono: riduzione della massa muscolare,  derivata da un eccessivo carico di lavoro, e aumento della frequenza cardiaca a riposo.

Per prevenire questo disturbo, è necessario individuare i giusti carichi di lavoro per il proprio fisico: l’allenamento deve essere graduale, progressivo e continuo. In altre parole, se per una serie di motivi, nel periodo agonistico, si è costretti a interrompere per più di una settimana la preparazione, occorre, in base al numero di giorni di inattività, impostare un breve programma di ripresa che porta gradualmente alla condizione precedente l’interruzione. Importante anche il principio dell’alternanza dei carichi di lavoro e delle fasi di recupero:  è proprio nei momenti di riposo che le prestazioni aumentano.