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Gli stili

Gli stili ufficiali del nuoto sono quattro: stile libero, rana, delfino e dorso. Il delfino è da tutti considerato lo stile più elegante e spettacolare, chiamato così proprio perché ricorda il movimento dell’animale che gli dà il nome. Si tratta di una tecnica complessa, ma non la più faticosa: il primato spetta infatti allo stile rana. Lo sforzo fisico richiesto è comunque notevole e ci deve essere una buona coordinazione tra braccia e gambe. Lo stile nacque nel 1927 e solo dopo sette anni venne ripreso e riutilizzato in una gara: si trattava di una variante della rana, eseguita con le braccia che escono dall’acqua. La tecnica venne perfezionata e nel 1953 entrò tra gli stili ufficiali. La rana, lo stile più faticoso, è anche il più lento. La sua nascita è orientale. Si suddivide in due parti: la fase propulsiva e la fase di recupero. La prima fase riguarda il movimento delle braccia, che spingono il corpo muovendosi alla superficie (nella tecnica elementare per principianti e non per agonisti), mentre la seconda termina con la completa distensione delle braccia e qui avvengono respirazione e movimento delle gambe.

Il dorso è l’unico stile ufficiale che si esegue in posizione supina, anche se in realtà durante i movimenti delle braccia è più corretto che il corpo si inclini di lato, rendendo quindi la posizione meno definita. Di sicuro è necessario possedere una buona percezione dello spazio e della traiettoria. Infine lo stile libero viene spesso confuso con il crawl. In realtà lo stile libero è tale: vengono poste poche limitazioni e ogni nuotatore può scegliere di nuotare in qualsiasi stile secondo la sua predisposizione. Si può anche optare per uno stile personale. Nelle gare miste, nella frazione dedicata allo stile libero, non si può utilizzare uno stile già adottato in precedenza. Inoltre durante la gara l’atleta deve uscire costantemente dall’acqua: l’immersione può durare al massimo per 15 metri. Il crawl è “lo stile libero” per antonomasia.