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Scegliere il terreno

Sterrato

Quale il terreno migliore per allenare la corsa? Partendo dal presupposto che è preferibile evitare tutti i terreni sconnessi ed irregolari come pietraie, sabbia asciutta, terreni fangosi o ghiacciati, il miglior fondo possibile su cui fare running è rappresentato dalla terra battuta e dai sentieri sterrati, laddove regolari. Migliore qualità dell’aria (generalmente), ottima ammortizzazione, traumatismi da impatto ridotti: sebbene un po’ lenti, gli sterrati sono la superficie ideale per allenarsi.

Manto Erboso

Simile allo sterrato è il manto erboso. Un prato infatti, oltre ad essere sinonimo di aria pura, garantisce un’ottima ammortizzazione durante la corsa, sempre se tagliato e curato con regolarità. In caso contrario (erba alta, campi incolti) invece gli ostacoli sono all’ordine del giorno (radici, solchi…) e la corsa non è consigliata.

Asfalto

Un gradino sotto a sterrato e manto erboso si posiziona l’asfalto (strade e piste ciclabili in genere), forse la superficie più famigliare alla maggior parte dei runner di tutto il mondo. Questo fondo, oltre ad apportare un carico di fatica minore sui muscoli coinvolti nell’allenamento, ha l’indiscusso pregio della regolarità. È però al contrario anche un terreno piuttosto rigido, spesso soggetto a traffico e smog, che sforza maggiormente i tendini e non allena alle asperità che si possono incontrare in situazioni differenti.

Bagnasciuga

Un altro buon fondo per il potenziamento della muscolatura degli arti inferiori è rappresentato dal bagnasciuga, laddove sufficientemente regolare e non troppo inclinato verso il mare; sconsigliatissima invece la sabbia asciutta, dove il piede non trova mai un appoggio regolare obbligando quindi la muscolatura e la caviglia a compiere sforzi quasi sempre eccessivi.

Cemento

Infine, per brevi tratti, si può correre anche sul cemento (marciapiedi), sebbene il traumatismo dato dall’impatto del piede al suolo sia molto spesso troppo alto.
In conclusione, nella scelta del tipo di fondo su cui allenarsi diviene di fondamentale importanza il livello di stress a cui si sottopongono le articolazioni (soprattutto caviglie, ginocchia e anche): la capacità di ammortizzazione delle articolazioni, l’utilizzo di scarpe protettive e la scelta di un terreno che possa assorbire in parte il “colpo” sono il giusto mix per scongiurare traumi nel medio e lungo periodo.