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Scegliere le scarpe da corsa

Caratteristiche

Ogni corridore predilige una tipologia di scarpa da running. La calzatura deve ottimizzare il rapporto del piede col terreno, adeguandosi alla tipologia di corsa, al tipo di allenamento e al livello del runner. Lo scopo di una calzatura è, infatti, soddisfare simultaneamente due importanti esigenze: facilitare una rapida ed efficace risposta elastica del piede e ammortizzare il trauma dell’impatto col terreno. È possibile analizzare le varie parti che compongono la scarpa per riuscire a comprendere a fondo la funzionalità di ognuna di esse.

Tomaia, conchiglia e intersuola

La tomaia, la parte superiore della scarpa, è solitamente realizzata con materiale sintetico e deve essere traspirabile, robusta e leggera. La conchiglia avvolge il tallone e assiste il movimento della parte posteriore del piede. L’intersuola è la parte della scarpa maggiormente coinvolta nel processo di ammortizzazione, ma anche il battistrada, ovvero la suola, ha lo scopo di garantire aderenza e giusta trazione.

Tipologie

Nello scegliere la tipologia di scarpa più adatta bisogna considerare diversi fattori: il tipo di pronazione, innanzitutto, il peso corporeo e l’ambito di utilizzo (distanze corte, medie o lunghe, ritmo lento, medio o veloce). Le scarpe “super-leggere” riducono i sistemi di controllo del movimento e garantiscono massima libertà, sono quindi indicate per le gare su strada di atleti medio-veloci. Le scarpe “intermedie” presentano un buon compromesso tra controllo e libertà e sono perciò da consigliarsi in gara agli atleti meno veloci e, in allenamento, a quelli più in forma. La scarpa “a massimo ammortizzamento” sacrifica il controllo del movimento ed è normalmente il tipo di calzatura più utilizzata dai podisti negli allenamenti. Le “stabili” sono create per correggere l’eccesso di pronazione, ovvero chi ha il piede piatto e tende a piegare le calzature all’interno.