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Calcio

Il fabbisogno di ferro

Nel programmare la propria dieta, un calciatore non può tralasciare gli alimenti ricchi di ferro. La ragione è semplice: il ferro è fondamentale per formare l’emoglobina. Secondo alcune stime, è sufficiente una diminuzione di emoglobina pari al 10% per penalizzare una prestazione fisica del 20-25%.

È quindi importante che il calciatore valuti con attenzione i consumi di ferro e vi ponga rimedio con una dieta equilibrata. Si calcola che un atleta che si allena intensamente per tre ore al giorno perda circa 3,5 milligrammi di ferro (per avere un termine di paragone, una persona sedentaria ne perde circa 1,5 milligrammi al giorno).

A determinare le perdite di ferro in un calciatore possono essere: l’acidosi, intesa come aumento della quantità di acidi nel sangue, la “perossidazione delle membrane cellulari” dovuta ai radicali liberi, e l’emolisi da compressione, ovvero lo schiacciamento dei globuli rossi in seguito a una contrazione muscolare intensa.

Per ovviare alla carenza di ferro, il calciatore può consumare alimenti di origine animale, come carne e pesce, e di origine vegetale (legumi, indivia, radicchio verde, spinaci).

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