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Calcio

Il pressing

Quella del pressing è una strategia che esalta l’idea di calcio inteso come gioco di squadra: non a caso a imporre in Italia il pressing è stato, tra il 1988 e il 1992, il Milan guidato da Arrigo Sacchi, costruito proprio sul concetto di collettivo. Con il termine pressing si indica la pressione che gli attaccanti esercitano sui difensori avversari in possesso di palla: l’obiettivo è quello di ostacolarne la costruzione del gioco (si parla di pressing razionale) e di facilitare il recupero del pallone, così da mettere in atto contrattacchi e contropiedi (cosiddetto pressing aggressivo). In questo secondo caso, la squadra che esercita il pressing deve marcare da vicino non soltanto il giocatore in possesso di palla ma anche i suoi compagni: in genere il pressing aggressivo viene adottato quando si affronta un team molto più forte sul piano del palleggio e della tecnica.

Per essere praticato, il pressing richiede giocatori mobili, veloci e aggressivi, oltre che preparati sotto il profilo atletico, in quanto comporta un dispendio energetico notevole. Basti pensare agli sprint che i giocatori devono fare per portare pressione agli avversari. Ciò spiega anche perché sia impossibile vedere una squadra che applica il pressing per tutti e 90 i minuti di gioco.

Ci sono situazioni in cui è più indicato fare pressing sul portatore di palla: le classiche sono quelle in cui l’avversario riceve il pallone con le spalle alla porta o è limitato dalla fascia laterale per cui è costretto a dirigersi verso il centro, dove può essere attaccato più facilmente. Altre situazioni propizie sono quelle di palla alta o di passaggio lento e fuori misura. In base alla zona del campo dove il pressing viene esercitato, si può poi operare una distinzione tra pressing alto, medio e basso. Nel primo caso, il pressing viene portato nella metà campo avversaria, a circa 35 metri dalla porta: si aggrediscono gli avversari meno dotati tecnicamente e più inesperti, puntando sul fattore sorpresa. Il pressing medio, invece, è quello effettuato all’altezza della linea di centrocampo: in questo caso lo scopo non è tanto quello di rubare rapidamente il pallone bensì quello di ritardare l’avanzata degli avversari.

Il pressing può essere utile anche una volta che la squadra è passata in vantaggio e che comincia ad avvertire la stanchezza: in questo caso la pressione sugli avversari viene portata all’interno della propria metà campo, a 30-35 metri dalla porta (di pressing basso).

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