Skip to main content
Trekking

Allenamento e attrezzature

Per affrontare al meglio un’uscita in alta quota, il trekker si deve attenere al rispetto di alcune regole elementari. Per iniziare, è necessario allenarsi lavorando sulla resistenza: è sufficiente prepararsi con camminate all’aperto, a passo veloce, di circa 60-90 minuti.

Utile è anche il lavoro in palestra, soprattutto nell’ottica di rafforzare ginocchia e caviglie. Un esercizio indicato è rappresentato dagli squat: con un bilanciere appoggiato sulle spalle, si scende fino a portare le cosce parallele al terreno, per poi risalire.

L’aspirante trekker deve poi prestare attenzione a ciò che indosserà: in montagna, infatti, il tempo può variare improvvisamente. Inoltre al salire dell’altezza, la temperatura cala sensibilmente: anche di 15 °C tra i 1.000 e i 3.000 metri di altitudine. In generale, la scelta migliore è quella di vestire capi tecnici, che facilitano la traspirazione e non si impregnano di sudore. Da non sottovalutare l’importanza di scarpe e calze: le prime devono essere specifiche per il trekking e possibilmente leggere, di una taglia superiore rispetto a quella solita, in modo tale da lasciare un po’ di spazio alle punte delle dita dei piedi nella fase della discesa. Le calze, invece, rinforzate in punta e sul tallone, devono essere in materiale misto e traspiranti, in modo che il sudore non venga trattenuto provocando vesciche e piaghe.

Importante è anche il modo in cui gli scarponi vengono allacciati: in salita meglio non stringere troppo, così da lasciare un minimo di libertà di movimento al collo del piede. In discesa, invece, vale l’opposto: l’obiettivo è impedire fastidiosi sfregamenti. È buona norma anche proteggere con un cappello la testa, per ridurre il rischio di colpi di calore: in quota, infatti, aumenta l’esposizione ai raggi diretti del sole.

Per quanto riguarda lo zaino, è meglio che sia perfettamente aderente alla schiena del trekker, con il peso appoggiato sui fianchi: a guadagnarne sono l’equilibrio e la facilità di camminata.

Anche lo stile con cui l’escursionista si muove non è indifferente: in salita, bisogna tenere la schiena dritta e la testa eretta, con il baricentro fermo, così da non affaticare i muscoli di collo e schiena. In discesa, il trekker deve tenere sempre la schiena dritta e ricordarsi di appoggiare per primi avampiede e tallone, in modo tale da potersi sostenere in caso di scivolata.

La riuscita di un’escursione, infine, non può prescindere dall’alimentazione: mentre cammina, il trekker deve consumare piccoli spuntini, puntando su alimenti ricchi di carboidrati, capaci di fornirgli prontamente energia. In genere è sufficiente qualche frutto (mela e banana in primis: ma vanno bene anche fichi secchi e uva passa) o una fetta di pane. Per quanto riguarda le bevande, essendo il rischio di disidratazione elevato, il trekker deve bere con regolarità: considerando un’escursione di tre ore, l’indicazione è di bere almeno un litro e mezzo di acqua. All’acqua si possono alternare integratori con zuccheri e sali minerali, per aiutare la contrazione muscolare e ristabilire l’equilibrio idrosalino.

Prodotto energetico-salino per sportivi

Con Fruttosio, Maltodestrine, Sali Minerali e Vitamine C ed E

Un tuo alleato

Prima, durante e al termine dell' attività fisica

Polase & Polase Sport: differenze

Perché scegliere Polase Sport in caso di attività sportiva?