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Le semplici regole alimentari di un tennista

Indipendentemente dal livello amatoriale o agonistico, se vuole ottenere buone prestazioni chi gioca a tennis deve prestare attenzione a ciò che mangia e beve. È quindi bene che si attenga ad alcune semplici regole.

Per iniziare, è utile che i pasti siano distribuiti nel corso della giornata. L’ideale sarebbero cinque momenti: colazione, spuntino a metà mattinata, pranzo (in cui è meglio assumere carboidrati, in modo tale che possano essere assimilati nel corso della giornata), merenda a metà pomeriggio e cena, possibilmente a base di proteine (quindi carni bianche o pesce).
Una buona abitudine è quella di variare continuamente la dieta, cercando di mangiare un po’ di tutto: per fare un esempio, oltre a frutta e verdura, anche le minestre sono una fonte preziosa di sali minerali. Anche i dolci non sono da considerarsi un cibo off-limits: in particolare, possono andare bene prima della partita, se assunti con un certo anticipo e comunque in quantità non esagerate, in modo da non rallentare il metabolismo e da favorire l’entrata in circolo degli zuccheri. Possibilmente da evitare sono invece i cibi fritti e i condimenti.

Prima di scendere in campo, anche per un semplice allenamento, devono passare circa tre ore dall’ultimo pasto: gli alimenti più indicati sono quelli ricchi di carboidrati complessi, come la pasta e il pane, accompagnati da piccole quantità di lipidi e proteine. È importante che il tennista si alimenti anche mentre gioca: possono andare bene barrette energetiche e frutta secca, che garantiscono al corpo la “benzina” di cui ha bisogno. A livello di liquidi, all’acqua, fresca ma non fredda, si possono accompagnare integratori salini, per compensare le perdite legate alla sudorazione e l’aumento degli acidi nel sangue causato dalla fatica. Per lo stesso motivo acqua e integratori ricchi di potassio e sodio vanno assunti in quantità anche a conclusione dello sforzo fisico.